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Dietro alla differenza di gravità c'è la teoria della gravità comprimente che modella le forme sferiche inserite in una fascia d'interazione (particelle atomiche, nuclei atomici, pianeti, stelle). La teoria prevede che le sfere in assenza di peso ruotino per un tempo tendenzialmente infinito per equilibrare la differenza di peso. Nel nostro ambinete vitale, la differenza di gravità è minima e non serve a niente; ma ad alta velocità la differenza di peso può produrre interessanti quantità di energia elettrica. Costruire una macchina che producesse quantità commerciabili d'energia elettrica sfruttando la differenza di gravità era quel che serviva per provare ad inquietare il CERN. Dal profilo scientifico la macchina sperimentale doveva solo dimostrare che il disco mostrato dal filmato ruota attorno al proprio asse senza modificare il consumo energetico dell'automobile. Le conclusioni non possono essere affrettate perché potrebbero cambiare il bilancio energetico di tutto l'universo. La differenza di gravità deve permettere alla materia di produrre energia propria per un tempo tendenzialmente infinito, altrimenti l'esistenza e l'energia atomica non avrebbero una spiegazione. La macchina sperimentale era di fondamentale importanza scientifica, ma la speranza era quella di costruire una macchina rotante che producesse più energia di quella utilizzata per muoverla. Un successo in tal senso avrebbe creato il clamore necessario ad inquietare il CERN perché è facile spiegare alla popolazione l'origine dell'energia atomica commerciando generatori che producono energia elettrica creata dalla differenza di gravità.

 

Nulla vieta di creare meccanismi che producono più energia elettrica di quella fornita, ma è ovvio che l'erogazione d'energia deve provenire da un agente esterno. La differenza di gravità è un agente esterno che produce energia "x" interagendo con corpi che si muovono a bordo di un sistema motorio isolato dalla produzione d'energia "x". 

Il principio dell'energia creata a bordo di sistemi motori si spiega facilmente con una turbina ad aria fissata su una giostra o piattaforma girevole.

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Giostra Giostra

La Figura di base mostra dall'alto una piattaforma girevole (3) azionata da un motore elettrico (2) fissato ad un telaio (1) appoggiato sul pavimento. Sulle estremità del piano girevole, due turbine ad aria (5) fanno girare il perno rotore di un alternatore. Attorno al perno rotore azionato dalla turbina c'è la parte statica dell'alternatore (lo statore) ed essa resta ferma sfruttando l'effetto centrifugo generato dalla sfera di piombo (4). Mentre la piattaforma gira, l'immobilità della sfera di piombo permette alla parte fissa dell'alternatore di trasformare in energia elettrica tutta la spinta rotazionale ottenuta dal perno rotore azionato dalla turbina ad aria. 


L'animazione mostra la piattaforma in rotazione. La turbina gira e la sfera di piombo indietreggia perché l'alternatore sta producendo energia elettrica. Durante l'erogazione di energia elettrica, i magneti del rotore tendono a trascinare lo statore nel proprio senso di rotazione. Sulla carcassa dello statore sono fissati i carboncini (7) che trasportano a terra l'energia elettrica formata a bordo di un sistema rotante. Interrompendo per un attimo l'erogazione di energia elettrica, la sfera di piombo ritorna sulla periferia della giostra perché non c'è più "freno magnetico" tra rotore e statore. L'alternatore potrebbe avere un guasto ed interrompere l'erogazione di energia elettrica, ma per il motore principale (2) il guasto è quasi insensibile perché il suo lavoro è quello di far girare la giostra, non quello di far girare le turbine.  

Giostra
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La produzione d'energia elettrica formata a bordo di sistemi rotanti è un'incognita se non deriva direttamente dall'energia fornita al sistema. Tutti sanno capire che un corpo in movimento non può ottenere più energia di quella spesa per muoverlo, ma se la produzione d'energia elettrica deriva da un agente esterno, i parametri di riferimento non nascono più dall'energia spesa per muovere un corpo. L'energia elettrica creata a bordo di un sistema satellitare crea un singolare bilancio energetico, non crea una legge energetica applicabile alle leggi dei moti. I pianeti hanno temperature diverse, campi magnetici diversi, velocità di rotazione diverse, peso diverso perché la differenza di gravità incontrata nell'iorbita crea singolari bilanci energetici, non crea regole vincolate all'energia conservata dal moto orbitale.


La differenza di gravità poteva creare belle sorprese nella produzione di energia elettrica ed era prudente depositare una domanda di brevetto prima di svelare i segreti di fabbricazione a chi doveva costruire la macchina. La domanda di brevetto riguardava un misuratore d'energia creata a bordo di un sistema satellitare. La macchina di base prevedeva di migliorare la produzione di energia utilizzando un riposizionamento automatico dei corpi rotanti (spunto ciclico), ma questi dettagli tecnici non modificavano il principio fisico da controllare. 

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La domanda di brevetto fu depositata ad una settimana di distanza dal guasto che bloccò gli esperimenti del CERN. Sulle disgrazie del concorrente bisognava speculare al massimo e a Natale 2008 la differenza di gravità aveva già dato la sua risposta soddisfacente, ma non sconvolgente.

La differenza di gravità è una piccolissima risorsa energetica e serve una velocità molto alta per ricavare energia elettrica misurabile o utilizzabile. Un alternatore elettrico deve girare attorno ad un asse centrale con una velocità minima di 1'500 giri al minuto ed è richiesto l'utilizzo di alternatori super rinforzati perché la spinta centrifuga distruggerebbe facilmente le carcasse di alternatori concepiti per restare fermi.

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Generatore Generatore
La foto mostra un alternatore satellitare che dovrà essere fissato a bordo di una piattaforma girevole. La larghezza massima di questo alternatore è di circa 25 centimetri. Tutto quel che si vede è la parte fissa dell'alternatore ed essa è chiamata "Statore". All'interno dello statore gira il perno "Rotore" azionato da una risorsa energetica. Chiedendo energia elettrica ad un alternatore si procura un freno al perno rotore, ma lo statore deve essere fisso. Nell'alternatore satellitare lo statore è girevole e l'energia elettrica si forma con la spinta rotatoria fornita dalla differenza di gravità presente sulla carcassa dello statore. La sfera di piombo infilata nell'asticciola serve a creare l'effetto centrifugo che conserva l'immobilità dello statore a bassa velocità.
Generatore
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Lo statore è fissato a bordo di una piattaforma rotante esattamente come spiegato col precedente esempio fornito dalla turbina ad aria. Il grosso problema dell'energia elettrica creata a bordo di un sistema satellitare sta nel fatto che un alternatore perde fino al 90% del suo rendimento facendolo orbitare a 2'000 giri al minuto. L'alternatore è fatto per restare fermo e muovendosi ad alta velocità, il magnetismo si disperde riducendo vertiginosamente il rendimento.


Nella prossima pagina, un filmato mostra le fasi di costruzione e di collaudo della macchina che misura l'energia fornita dalla differenza di gravità. Sulla giostra sono fissati quattro alternatori satellitari da "550 Watt". La potenza nominale dei 4 alternatori avrebbe dovuto produrre "2200 Watt" di potenza elettrica (550 W per ogni alternatore), ma malgrado le abbondanti potenzialità del meccanismo rotante, l'energia resa da 4 alternatori, non ha mai superato i "500 Watt". Migliorando il rendimento degli alternatori ed eliminando le grosse perdite di attrito dell'aria, può succedere che l'energia resa da quattro alternatori superi l'energia fornita all'intero sistema rotante, ma dal profilo scientifico è importante appurare che la differenza di gravità è "Energia libera"; ovvero, energia meccanica che tutti i corpi in movimento possono trasformare in energia propria.

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Energia fondamentale di Coluccia Michele

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